Cose da raccontare - Transit - Landmannalaugar


Tutti i buoni propositi per una condivisione approfondita sono stati abbastanza distrutti dalla assoluta mancanza di tempo, ovviamente. I ritmi di questo primo turno in Islanda sono stati a dir poco serrati. La guida non ha tempi morti, se non quelli tolti al sonno.

La sensazione, se ripenso a questi primi dieci giorni, è di aver viaggiato nell’iperspazio, alla velocità della luce. Ho finito un salto ed ora sto calcolando la traiettoria per il prossimo. I’m in transit, che come termine funziona molto meglio che “in viaggio”. Transit è uno spostamento preciso, non è parte del viaggio, è lo spostamento per il viaggio. Aspetto il mio volo dell’aeroporto di Reykjavik – Reyk per gli amici – verso le Lofoten e sfrutto questi tempi morti.

Ho sempre guardato con diffidenza chi nelle hall degli aeroporti vive quelle ore di attesa assorto nel proprio schermo. Chissà che fanno? Se sono vestiti formali staranno studiando qualche statistica di vendita, o scrivendo qualche mail di resoconto in toni formali, markettosi ed anglofoni, per per il proprio capo, tipo: sales director, head manager, target, client base, ROI e 1.5%. Già... Oppure se sono vestiti casual, ma con stile, saranno giornalisti? Intenti a buttare giù il loro ultimo articolo. In ogni caso ho sempre pensato che qualcuno di loro facesse finta... e’ che fa fico no? O magari solo io ho sempre pensato che fosse fico...

Ora ci sono anche io.... Cappellino, maglietta, caffettoni fumante, laptop sulle gambe, musica nelle orecchie e la nonchalance di uno che negli aeroporti ci vive – ah! Mai giudicare.

Le cose che vorrei raccontare sono tante, pure troppe probabilmente. Sono sensazioni e pensieri su questo mio strambo lavoro. Sono concetti e frasi dette da altri, che ho trovato vere e rese mie, e sono i ricordi le emozioni e le immagini di questi luoghi che mi hanno riempito il cuore.

Forse inizio da queste. Anzi, da un cross over tra un’immagine e una frase detta da altri. L’immagine è quella della zona del Landmannalaugar, dove abbiamo fatto un trekking fantastico, uno dei più belli della mia vita. La frase, invece, è stata detta da Luca – chi è, Luca, ve ne parlo poi :) – durante la nostra pausa pranzo. Quindi, Luca si gira e mi dice “Facile ora! Con youtube, internet, instagram. E’ facile descrivere questo luogo... Come avresti fatto, prima, a descrivere un luogo del genere?”. E la mia risposta, anche se solo nella mia testa è sta: Umh, con le parole!

Si, perché Landmannalaugar (land da ora in poi, che i nomi in islanda son roba da folli) è uno di quei luoghi che è al di fuori dell’immaginazione. E’ in quel reame dove solo il creativo, il folle o il visionario può addentrarsi. E’ un posto fantastico nel vero senso della parola: che appartiene alla fantasia.

Se non esistessero i funghi, riusciresti ad immaginrli? – cit.

Ed invece c’è. E’ li. In Islanda, ed appare, come ogni posto scenico che si rispetti, dietro una curva cieca, e...... SBAM. S B A M. SBAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAM!!!! uno dei più grandi sbam che abbia mai avuto. Risata isterica. Urletto. Mezza lacrima. E la smania di andare a giocare con questo luogo.

Land e’ un paesaggio che varia ogni poche centinaia di metri. E’ fatto di colline , tutte di altezze diverse, ognuna con la sua posa scenica. E sono morbide, morbidissime, e a perdita d’occhio. Oppure finiscono a punta, con creste perfette dove corre un sentiero di 70cm di terra battuta e i pendii ai lati che scendono veloci e sinuosi fino a valle. Quando ci si cammina sopra si ha quella sensazione di aerialità sicura e cinematografica, che ti porta ad allargare le braccia e a correrci sopra. Le valli, perfettamente piatte, e striate di verde, si aprono e si chiudono, sempre con un fiume in mezzo. A volte minuscolo a volte enorme.

Va beh, e direte voi, e che c’è di speciale? I colori. I colori di questo posto sono, beh, sono.... pennellate. Di una precisione che sembra voluta. Toni che non si è abituati a vedere in natura.. ma che appartengono a un dipinto astratto forse. Ecco, si. Landmannalaugar è un dipinto. E’ il dipinto di Mary Poppins e noi ci siamo entrati dentro.

La prima collina, ripida e quasi minacciosa, è nera. Di un nero profondo che da contrasto a quella dietro di lei che sfuma dal rosso al verde con una gentilezza che commuove e la rende simile ad un arcobaleno, ma alieno e quasi sbagliato nei sui accostamenti. Mentre quelle sullo sfondo, in lontanza, sono più dolci e i loro colori coprono tutta le frequenze dei gialli; dall’ocra, all’oro più puro fino al marrone ed ovviamente, come le precedenti con il nero, sono striate da pennellate di bianco puro. Strisce di neve si alternano con equilibrio sui loro pendii e donano ancora più vivacità ai colori della terra e delle macchie di muschio verdissime.

Si sale e si scende in questo dipinto naturale, che quando fotografato, appare finto. Si sale e si scende ed il paesaggio, assume ad ogni passo un aspetto nuovo, con le persone del nostro gruppo o di altri gruppi che si stagliano sui profili delle creste con viste che sembrano fondali teatrali più che luoghi reali. Poi finalmente si scende. E non si sale più.

Land ci regala un altro luogo, immobile, ma che racconta tutta la forza bruta e la dinamicità di questa terra. Si ammira da lontano tutto il giorno, nero, invadente, fuori luogo eppure perfetto in questo posto senza regole: Il campo lavico. Una colata che di lava che si è fatta spazio, spostando fiumi ed abbracciando coline.

Sè dall’alto si apprezza la sua natura di fluido che era; Una volta al suo interno, invece, diventa ruvido, sconnesso e irregolare. Il sentiero è facilmente perdibile, tra queste torrette di lava di vetrificata dalle forme più assurde, che formano altopiani e piccole valli nelle quali, se ci si ferma, si perde completamente l’orientamento.

Il mio lato fantasy prende il sopravvento con una colonna sonora di archi che suonano veloci ed ansiosi, e i tromboni che aggiungno una sola nota, lenta, grave e sostenuta, come ad avvertire il pubblico che il pericolo è dietro l’angolo. E sorrido, mentre cammino, fotografo e parlo, perchè dentro di me vivo battaglie contro bande di orchi o di troll che erano torri di lava ed ora hanno preso vita, si meglio i troll che queste in lande sono veramente... - guardo l’ora... ok – nota mentale : 14:30 campo lavico. 15 saremo in cima la montarozzo. Alle 16 siamo alla macchina. Dove è Marco? Ok, è davanti a me, tanto ci sa fare e gli altri son tutti a vista e sono tutti in gamba. Devo dire ai partecipanti delle terme... Ripartiamo alle 17:15. Stasera si cucina la pecora. Speriamo di arrivare presto in struttura. Domani pranzo al sacco quindi ricordati di prendere tutto per tutti.

Come si descrive Landmannalaugar?

Boh, lo cerco su google images.


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